mi permetto di copiare ed incollare questo pezzo dal sito di altra voce perchè si possa vomitare tutti insieme...quando non c'è un limite alla decenza...ecco quanto ci costano i conglieri sardi quelli che dovrebbero tutelarci...
http://www.altravoce.net/
Clamoroso: il Consiglio sardo
costa il doppio e anche il triplo
di quelli del ricco Nord
E ai nostri onorevoli meno tasse
di Giorgio Melis
Sardegna parsimoniosa. Risparmiosa. Sobria. Non è Sud profondo, scialacquatore di soldi pubblici, borbonico e dissoluto. Siamo sardi, fate largo ai virtuosi. Non è questa l'immagine e l'idea che gli altri italiani e noi stessi abbiamo dei nostri costumi? Certo che lo è: distinti e distanti dai meridionali, come sempre ci ritengono al Centro-Nord. E allora? Un falso clamoroso, la verità è l'opposto. Uno scandaloso primato: incredibile da credere, amaro ma doveroso da denunciare. La politica sarda è la più dissipatrice, spendacciona fino all'esagerazione: molto più, fatte le debite proporzioni, di quelle siciliana e campana. Quasi da non credere ai propri occhi e ai numeri.
Premessa troppo lunga ma indispensabile per dar conto di un'emozione negativa quando si credeva di averle viste tutte. Subito un esempio. Il Consiglio regionale della Sardegna, per una popolazione di un milione e 600 mila abitanti, 85 consiglieri e 160 dipendenti, costerà nel 2007 quasi 103 milioni di euro. La Lombardia - la regione più sviluppata, ricca e popolosa, con quasi nove milioni e mezzo di abitanti, 90 consiglieri e 283 dipendenti - spenderà per il suo Consiglio appena 71 milioni di euro: il 30 per cento in meno della Sardegna. Semplicemente incredibile.
Costi del Consiglio regionale in Sardegna
e nelle Regioni a statuto ordinario del Nord (bilanci 2007)
popolazione numero
consiglieri dipendenti
Consiglio bilancio
Consiglio
Piemonte 4.124.677 63 300 71 milioni
Lombardia 9.475.202 90 283 72 milioni
Veneto 4.759.872 60 150 50 milioni
Emilia Romagna 4.151.369 50 200 40 milioni
Liguria 1.609.013 40 125 28 milioni
Sardegna 1.657.268 85 160 103 milioni
(alcune cifre sono state arrotondate per semplificare la tabella)
Dopo aver frugato per settimane nelle pieghe del bilancio sardo, scoprendo e disvelando una realtà pazzesca, con picchi vertiginosi (la buonuscita di 700 mila euro al segretario generale andato in pensione), credevamo di aver toccato il fondo. Con una temeraria convinzione: sarà dappertutto così, più o meno, il costo della politica è altissimo ovunque: la Sardegna non può essere il peggio, starà nell'aurea medianità e mediocrità. E abbiamo deciso di confortare questa presunzione andando a cercare, con fatica e decine di telefonate, fax ed email, il riscontro nelle altre regioni.
Dopo i primi accertamenti, si è pensato a un errore. E giù altre verifiche. Fino a doversi arrendere a un'evidenza oltraggiosa per il livello di reddito, le condizioni sociali, l'economia disastrata dell'isola. Solo nella politica, nel costo del Consiglio regionale, la Sardegna straccia tutte le altre regioni. Una realtà sfuggita perfino alle lente ustoria di quanti (i senatori Salvi e Villone in un libro-inchiesta micidiale, il giornalista Gian Antonio Stella che spopola col suo bestseller “La casta”) hanno scandagliato a 360 gradi il sottobosco della politica istituzionale e partititica. Non hanno pensato di fare il raffronto realizzato da noi, con risultati davvero sconvolgenti. Oggi lo proponiamo con le regioni del Nord popoloso, sviluppato e produttivo. Nei prossimi giorni lo estenderemo alle regioni del Centro-Sud e infine alle altre a statuto speciale come la Sardegna.
A ogni lombardo il Consiglio costa 9 euro,
ciascun sardo ne deve spendere 64
Ma è un dato assolutamente omogeneo: ogni confronto vede la nostra assemblea largamente in testa nella disonorevole corsa allo scialo, allo sperpero da nababbi di soldi pubblici in una terra sottosviluppata. La comparazione con la Lombardia dice di tutto e di peggio. Con una popolazione sei volte superiore a quella sarda, il suo Consiglio spende due terzi del bilancio sardo: appunto 71 milioni contro i nostri (scusate: i loro, di onorevoli e dipendenti) 103 milioni. Neanche nove euro di costo per ogni lombardo, contro i 64 euro che il “parlamentino” isolano costa annualmente a ciascuno di noi.
Ma se questo è il paragone più eclatante, rispetto al ricco Nord ci sono altri cinque esempi che propongono un'immagine intollerabile della Sardegna povera, ma che offre ai propri onorevoli trattamenti da sceicchi. Il Piemonte ha appena 63 consiglieri (contro i nostri 85) con quattromilioni e passa di abitanti e 300 dipendenti (contro i nostri 160). Ebbene, il Consiglio regionale di Torino costa appena 71 milioni di euro, 17 euro annui per ogni abitante. L'opulento Veneto (oltre quattro milioni e mezzo di abitanti) ha appena 60 consiglieri e 150 dipendenti ma un bilancio consiliare di appena 50 milioni di euro: meno della metà della Sardegna, con una “tassa” annua pro capite di dieci euro per ogni residente.
Vogliamo continuare? La ricca Emilia-Romagna (quattro milioni e 151 mila abitanti, appena 50 consiglieri e 200 dipendenti) spende 40 milioni di euro all'anno, contro i 103 del Consiglio sardo. L'austera Liguria, con un milione 609mila abitanti (come la Sardegna) ha limitato i consiglieri a 40 e i dipendenti a meno di 130: spesa annuale, 28 milioni di euro, appena il 36,7 per cento di quanto si spende nel palazzaccio platinato di via Roma a Cagliari.
Meno consiglieri, stesso personale
e spesa ridotta nel virtuoso Nord
Sono cifre che si commentano da sole, gettando un fascio di luce abbagliante sulla munificenza senza paragoni che la Sardegna, con centinaia di migliaia di poveri e disoccupati, offre alla propria impunita classe politica. Un'immagine devastante, insopportabile, che muove allo sconforto e a una reazione furente contro un divario tanto enorme quanto inaccettabile. Forse che a Milano, Torino, Genova, Venezia e Bologna fare politica costa meno?
E perché mai dobbiamo pagare tanto per un Consiglio spesso al di sotto di ogni sospetto e decenza, di fronte all'efficienza, alla serietà e operosità di altre assemblee regionali, che hanno tutte meno (tranne Lombardia e Sicilia) e perfino la metà dei nostri eletti? Il teatrino del vaniloquio, logorroico, nullafacente, rissoso di via Roma, non è lontanamente paragonabile ai Consigli del Nord. Eppure costa dal 30 per cento in più fino al doppio e al triplo di quelli settentrionali.
Ma non si sente una parola di autocritica, un atto per riequilibrare una spesa astronomica rispetto agli altri. Anzi, chi la evoca viene tacciato di qualunquismo, demagogia e scandalismo antipolitico. Chi sono i veri qualunquisti che screditano il mandato parlamentare incassando e facendo spendere il doppio e il triplo dei colleghi che, poniamo a Bologna, da sempre hanno garantito ben altra efficienza e trasparenza all'amministrazione pubblica?
Non sono mancati e non mancano, sul versante del governo, scandali e sprechi in Veneto e in Lombardia. Ma, vuoto per pieno, la resa politica è infinitamente superiore a quella sarda, come il rapporto spesa-beneficio dei Consigli. Che diranno oggi i nostri onorevoli, l'imperturbabile presidente Spissu, i pasdaran improbabili moralisti all'Artizzu e al Sanjust-Robespierre, i campioni della sinistra radicale e della destra già incorruttibile ex missina? Davanti a un confronto che dovrebbe indurli a vergognarsi e nascondersi, diranno ancora che non sono ultraprivilegiati e costosissimi perfino di fronte ai colleghi lombardi, veneti, emiliani?
I consiglieri sardi pagano meno tasse di tutti,
rivalutando anche la Sicilia e la Campania
Ora le carte e le cifre sono sul tavolo, le altre le daremo nei prossimi giorni: ancora da soli. Servirebbe una battaglia morale dei cittadini e degli altri e ben più potenti ma silenti organi d'informazione: si limitano a riprendere i risultati delle nostre inchieste senza alzare un dito per rilanciare, aprire un fronte di denuncia e d'attacco e imporre una svolta moralizzatrice. Perché c'è ancora tanto da portare alla luce. Lo faremo ancora con i nostri deboli mezzi, visto che non vengono messi in campo quelli di chi ha ben altra potenza di fuoco.
Ma la nostra battaglia si allarga, coinvolge un numero crescente di lettori e cittadini giustamente indignati. E il passaparola ci aiuta a suscitare una mobilitazione che dovrebbe essere generale. Intollerabile l'accettazione rassegnata di troppi, il silenzio che a questo punto diventa connivenza.
Come sul fatto, documentato dal Sole24Ore, che la media delle trattenute fiscali degli onorevoli sardi è la metà di quella media nelle altre regioni. Ingrassano senza pudore e si smarcano dal fisco che ad ogni contribuente a reddito fisso chiede fino all'ultimo centesimo. Dopo questa e altre puntate, si vedrà che dovremmo chiedere scusa ai politici di Napoli e Palermo, considerati sempre dissipatori a man salva. Lo sono invece, e da Guinness dei primati, i nostri. Altro che austeri, risparmiosi e virtuosi: sono uno scandalo nazionale che tracimerà fuori della Sardegna. Ristabilendo una verità da arrossire al cospetto degli altri italiani.
toro seduto disse:" Che vi colga la giustizia e se così non fosse...tutto in medicine"
Friday, June 29, 2007
Subscribe to:
Post Comments (Atom)
No comments:
Post a Comment