Thursday, March 22, 2007

LORENZO DE’ MEDICI, OVVERO: QUANT’ E’ BELLA GIOVINEZZA. CHE SI FUGGE TUTTAVIA!





«Quant'è bella giovinezza,
Che si fugge tuttavia!
Chi vuol essere lieto, sia:
Di doman non c'è certezza»



Purtroppo the verde e guaranà nulla possono contro "l'avanzare" degli "anta"...ma tu ci piaci così come sei e come sarai, le rughette ti donano...
la pancetta che hai messo su ci rassicura...
.. e poi diciamo la verità gli uomini magri, quelli che se li metti contro luce "c'intravedi" lo scheletro ci fanno impressione!!
Dalle riunioni di redazione che la 7 gentilmente ci offre, si vede che vicino a te c'è anche il signor Morfeo, fatti un favore: riposa, ti vogliamo in forma, tutto intero, non a pezzetti!!!







Domenica 25 Marzo 2007 ore 21:30

ndp

Wednesday, March 21, 2007

a proposito di Luca...TetrisTelese....











anche se quest' ometto ha dei gusti discutibili....ebbene egli comincia a piacermi...
p.s. questa foto mi lascia alquanto perplessa...
Dal Giornale:

«Boicottato il film sull’operaio che sfidò le Br»

di Luca Telese

Un regista che scrive al presidente della Repubblica perché non riesce ad ottenere la distribuzione del suo film non si era ancora visto. Ma Beppe Ferrara è un osso duro, e non ha avuto timori reverenziali. Se non altro perché il film che continua a restare nel cassetto gli sta molto a cuore: racconta la storia di Guido Rossa (Guido che sfidò le Br), l’operaio dell’Italsider (e sindacalista della Cgil) ucciso a Genova nel 1979, dalle Brigate Rosse. Una morte emblematica, perché fu il prodotto di un atto di «eroismo solitario»: la denuncia di un compagno di fabbrica sorpreso a distribuire volantini con la stella a cinque punte, che nessuno - nemmeno nel suo sindacato - volle sottoscrivere. Ed emblematica anche perché, a detta degli stessi leader della più temibile formazione armata, fu quello che mandò in crisi il meccanismo di consenso intorno alle Br.
Ferrara, che ha iniziato a lavorare al film quattro anni fa, e ha messo insieme un cast che va da Massimo Ghini (Rossa), ad Anna Galiena, a Gianmarco Tognazzi, usa una parola cruda: «Boicottaggio». Spiega infatti nell’appello a Napolitano: «Il problema è che il film - che pure è stato già girato e montato - non riesce ad uscire nelle sale. Dal giugno dell'anno scorso è stato proposto alla distributrice cinematografica della Rai, la “01”, senza riscontro. Stessa risposta dall'Istituto Luce e altre distribuzioni private. Trovo insopportabilmente scandaloso - spiega Ferrara - che non si riesca a distribuire nelle sale questa pellicola. Perché non la si vuol far vedere? Chi scrive ha sempre realizzato film che sono arrivati dritti al grande pubblico e quest'opera non è da meno delle altre nel rappresentare una delle più pesanti sconfitte del terrorismo. Perché non si vuol fare conoscere la chiarezza di idee di Rossa?».

Parole molto dure, ma forse dettate anche dall’esasperazione per uno sforzo produttivo in cui il regista ha coinvolto, come finanziatori, la Cgil. Quanto alle motivazioni di questo boicottaggio, le acccuse di Ferrara non sono nemmeno tanto velate: «Io non voglio nemmeno pensare ad un sotterraneo favoreggiamento delle posizioni brigatiste - aggiunge il regista -. Sarebbe mostruosa dietrologia. Ma che esista proprio all’interno di alcune istituzioni una sottovalutazione e persino una forte indifferenza verso questo problema, mi pare la considerazione immediata che spiega i motivi dello scandalo. I parenti delle vittime del terrorismo giustamente contestano la svalutazione dei mass media per la loro tragedia. Il film risponde a tale richiesta, perché è stato fatto (e non solo da me) soprattutto per loro. E per dissuadere chi vorrebbe ancora imbracciare le armi».
Dopo un tale affondo, anche la Rai, chiamata in causa direttamente e indirettamente, risponde. E infatti, in serata, è l’amministratore delegato di Raicinema, Giancarlo Leone, a precisare: «Anche Raicinema, che è stata parte determinante nel finanziamento del film con il preacquisto dei diritti, auspica che la pellicola possa uscire presto nelle sale dato l'alto valore culturale e sociale del tema e la qualità del film stesso». Subito dopo Leone spiega perchè la Rai non può distribuire in prima persona: «Come era noto ai produttori del film - prosegue Leone - 01 Distribution non avrebbe potuto comunque distribuire il film poiché il proprio listino era ed è già impegnato fino alla primavera dell'anno prossimo. Non a caso Rai Cinema è intervenuta comunque a sostegno del progetto con l'acquisizione dei diritti televisivi che ne hanno di fatto consentito la realizzazione». Chissà se dopo le polemiche il film arriverà nelle sale.





portavoce del Governo

Resto dove sono, più stanco e più triste di prima”

(Silvio Sircana)

e questa la chiamate una prova?!?
E se anche fosse, non sono cavoli suoi?
Non avere scrupoli nel compromettere,
rovinare in maniera definitiva una persona (non tenendo conto del fatto che ha moglie e figli)
per ottenere 5 minuti di popolarità è invece molto meglio?!?
Vi sentite orgogliosi adesso che l'avete umiliato sui giornali e sottoposto alla gogna mediatica?
Bravi, auguratevi che un fatto del genere non accada mai alle vostre personcine...



...... a voi tutti che oggi vi profumate
con l'olio essenziale di

menta.

Il Ministro, Piroso ed i cugini di campagna....

mailto:cugini@cuginidicampagna.com
www.cuginidicampagna.com














Il ministro Paolo De Castro

















quel buontempone di N'tonio

Ipse dixit:"Immagino, Ministro, che occupandosi di politica agricola lei preferisca i cugini di campagna"




N'tonio?
che fortuna, la tua....hai deciso di fare il giornalista, altrimenti come attore comico, sai la fame!!!


20 mar 2007 - 16.33
Oscar della Tv a Sanremo: ecco chi sono i candidati per i premi che saranno consegnati il 27 marzo
Milly Carlucci, Michelle Hunziker e Luciana Littizzetto sono le finaliste donne del Premio Regia tv, in programma martedì prossimo in diretta da Sanremo nella prima serata di Raiuno. Pippo Baudo, Piero Chiambretti e Gerry Scotti i finalisti uomini, mentre Gabriella Germani, Flavio Insinna e Antonello Piroso sono in gara come personaggio rivelazione. Miglior fiction tra 'Il figlio della Luna' e 'Papa Luciani', Raiuno, e i 'Ris' di Canale 5. Tra i tg: Sky Tg24, Tg1 e Tg2.
Tra i programmi è stata anticipata, oggi alla Rai, una rosa di 20: Ballando con le stelle, Ballarò, Che tempo che Fa, Chi vuol essere milionario, L'eredità, Sanremo 2007, La grande notte, Le Iene, Le invasioni barbariche, Mai dire martedì, Markette, Matrix, Niente di personale, Porta a porta, Report, Il senso della vita, La storia siamo noi, Striscia la notizia, Il treno dei desideri e Viva Radio 2 in tv.
Redazione Radio Amicizia
Fonte: Ansa
mala nel suo blog Pirosicando mette in evidenza questa news, io mi limito a "rubacchiare la notizia...." date un occhio al suo fantastico blog !!!
http://pirosicando.iobloggo.com/



Tuesday, March 20, 2007

ultime notizieeeeeee

La7 si è aggiudicata i diritti per l'Italia di "Death of a president", il film in cui George W. Bush diventa oggetto di un attentato, che ha già suscitato molte polemiche negli States. La7 lo trasmetterà in esclusiva il 19 ottobre 2007, data in cui nel film verrebbe ucciso il presidente americano.

grazie.






COPERTINA TG DEL 19 MARZO


Adesso vediamo di non dimenticarcelo, lo sfigato sardo. Giovanni Battista Pinna, "Titti" per amici e parenti, è stato rapito giusto 6 mesi fa, il 19 settembre dell'anno scorso.

Da allora la vicenda è stata avvolta da uno strano quanto clamoroso silenzio.

Che è doveroso rompere (per quanto ci riguarda, non è la prima volta) oggi, e non solo perchè è l'anniversario del sequestro.
Ma:
proprio perchè Daniele Mastrogiacomo è stato liberato e potrà quanto prima riabbracciare due "famiglie": quella dei suoi cari e quella dei colleghi di Repubblica;
- proprio perchè siamo certi che lo Stato, le istituzioni e le forze dell'ordine e della sicurezza non fanno distinzioni, quanto a impegno profuso, tra figli e figliastri, ostaggi di serie A e prigionieri di serie B;

- proprio perchè, come giornalisti, abbiamo il dovere di "non abbassare la guardia" (tanto più per casi analoghi a quelli in cui siamo noi stessi a rivestire - pur nella diversità dei contesti - il ruolo di vittime), torniamo a ricordare la storia di "Titti" Pinna.

Perchè è giusto.

E perchè siamo certi che Daniele Mastrogiacomo sarebbe d'accordo con noi.

Fossi figo...

"Si, purtroppo, come direbbe quel tale, mi piacciono ancora le signorine.... anche se non ricordo perchè..."

Saturday, March 17, 2007

Antonello Piroso, AVANTI TUTTA!!!!!!!!!!

PIROSO RINSALDA IL VERTICE E MANDA AL LARGO TRE NOVITÀ…
Nuova stagione affollata di novità a La7 dove sono partite le trasmissioni di attualità politica di Francesco Verderami e Luca Telese e un appuntamento con l'economia delle piccole e medie imprese (Italiaimpresa) del giornalista de La7 Marco Fratini. Intanto, il direttore Antonello Piroso ha rafforzato il vertice, nominando vicario il vicedirettore Edgardo Gulotta.
fonte dago:16/03/2007
Domenica 18/03/07 ore 21:30 ndp
dago scrive:"TG LA7 SEMPRE PIÙ ALLA PIROSO"

io rispondo:Si,grazie!


"Antonello Piroso, IL DIRETTORE."





Dal Corriere della Sera: l'ultimo giorno di Caroline










Ossessionata dal Codice Da Vinci, si uccide



La giovane ricercatrice inglese era convinta di avere scoperto «segreti scomodi» nelle opere di Leonardo

Caroline Eldridge
Caroline Eldridge
LONDRA – Una giovane inglese esperta d’arte, studiosa delle opere di Leonardo Da Vinci, si è suicidata dopo essere diventata ossessionata dalla trama del libro-thriller «Il Codice Da Vinci». Convinta di avere scoperto «segreti scomodi» nelle opere del maestro rinascimentale, nonché di avere ammassato «troppa conoscenza» sulla materia, la bella Caroline Eldridge, che studiava e viveva a Roma, era convinta che degli oscuri emissari pseudo-religiosi volessero farla fuori a causa dei suoi studi e ha giurato al padre: «Non lascerò che mi prendano viva».
La 38enne Eldridge, che lavorava al fianco del Professor Rocco Sinisgalli a Roma, aveva cominciato ad avere attacchi di panico che, secondo il coroner, l’hanno portata ad un estremo stato di paranoia, in cui la studiosa ha cominciato a pensare di vivere nel libro di Dan Brown, campione di incassi in tutto il mondo. Nel libro uno studioso di simbolismo risale ai colpevoli dell’assassinio di uno dei massimi esperti di Leonardo Da Vinci, ucciso perché questi aveva scoperto il segreto del “codice” del maestro, che in sostanza legava Gesù Cristo e Maddalena in un matrimonio fecondo. La Eldridge era convinta di aver scoperto altri segreti innominabili, tra le opere di Leonardo, e questo l’avrebbe messa in costante pericolo di morte. La ragazza, riportata a casa dal padre, che si era molto preoccupato per il suo stato di salute mentale, era poi stata portata in un ospedale per malati di mente e subito dopo rilasciata perché non affetta da particolari malattie nervose.

A casa con i genitori, in un tranquillo paesino dei Cotswolds, la Eldridge ha però continuato a sentirsi perseguitata. Dopo pochi mesi a casa, Caroline ha quindi deciso di farla finita, prendendo un’overdose di farmaci. I genitori l’hanno ritrovato morta nel letto dell’infanzia e il padre, un vecchio preside delle medie, ha dichiarato: «ia figlia soffriva di stress, lavorava troppo ed era diventata vittima della paranoia. Il libro “Il Codice Da Vinci”, che lei riteneva necessario per uno studio approfondito della prospettiva di Leonardo, l’ha completamente mandata in tilt, tanto da portarla al suicidio».
Deborah Bonetti
17 marzo 2007



ma guarda un po'..............

Inauguro la mia nuova rubrica con questo video che rende omaggio al fantastico Rino Gaetano, chi poteva essere degno di tanto onore se non Paolo Rossi!
Sei un grande!!!!!



Friday, March 16, 2007

il vitello con i piedi di balsa...

momo

l'Italia l'alito ce l'ha profumato di menta....

ed ancora copio/incollo...


MediaZone incontra Luca Telese



Luca Telese, opinionista de Il Giornale e nuovo volto di Omnibus, nella nostra intervista ha coniato una nuova definizione per un certo tipo di giornalismo che morde a destra e sinistra. Nel rispetto di tale stile riproponiamo l’intervista integrale.

Qual’è la differenza tra il raccontare l’Italia di oggi sui giornali piuttosto che in televisione?
È la stessa differenza che c’è tra un negozio e un’insegna. I giornali raccontano, scavano e vivisezionano la notizia, la televisione spara dei bengala che illuminano la scena e ogni tanto fanno apparire qualche bagliore di figura nella notte.

Con Tetris hai tentato un esperimento molto riuscito, Luca Sofri ha detto che è stato il programma più innovativo rispetto a quelli che hanno messo solo un maggiordomo alla porta o Aldo Grasso che ha scritto che meritava di andare sulla generalista. Qual è stata secondo te la forza di Tetris?
Sono tutte cose lusinghiere, forse è il più innovativo perché non c’era stato nessun altro programma nuovo. Però diciamo che Tetris era un programma di contaminazioni di genere e di linguaggi, era il tentativo di fare contemporaneamente un talk show che fosse equiferoce e non equivicino, che uscisse dalla formula del leccaculismo bilaterale e dell’abito confezionato, per stare alla massima del maestro di tutti che dice io chiamo un politico e gli confezione un abito su misura, che poi è la cosa peggiore perché in televisione, come nell’informazione, la moneta cattiva scaccia la moneta buona. Se Fini o Fassino possono andare a farsi fare il vestitino da Vespa perché mai dovrebbero andare in qualunque altro talk show più sfigato che parla male di loro?
Allo stesso tempo la televisione generalista ha l’ossessione delle facce note, ed è una vera coglionata, tanto è vero che con Tetris abbiamo dimostrato che con dei buonissimi e competenti politici di seconda fila usati nel momento giusto si può fare un talk show interessante, anche di prima perché alla fine ci vengono perché magari si divertono. Viene Parisi e ti fa l’intervista da sardo sassarese che dice un monosillabo a risposta, però è spettacolo anche quello e non si ha l’ossessione di mettere la velina e la pornodiva. C’è una cosa carina che dice Antonello Piroso, in un’intervista, la vera pornografia è mettere un sieropositivo, la velina e Alba Parietti uno affianco all’altro e questo è il trait d’union che mi porta ad Omnibus.
Tetris però era molto più free, poteva permettersi la sperimentazione. L’idea è che tu puoi veramente smontare con la stessa cura e la stessa lente con cui racconti in novanta o cento righe, senza arrivare alla banalizzazione giornalistica. Esempio: il tormentone di Fassino che dà la spiegazione astrusa del risultato elettorale trasformato in un parla come mangi televisivo è contemporaneamente un format di “Cuore” tradotto in televisione, un format di carta stampata molto specialistico e satirico tradotto per il grande pubblico. Perché la gente della tv deve bersi 10 nomi, sempre gli stessi, i drogati dei salotti che girano da uno all’altro.
Se io parlo di indulto è bene avere Manconi perché è quello competente anche se non è una faccia nota al grande pubblico, se parlo di missioni militari posso far vedere i dissidenti di Rifondazione di cui tutti parlano ma nessuna li invita mai; se parlo di An posso fare vedere finalmente le facce dei colonnelli e non sempre il lìder maximo. È un principio base, se il programma ha avuto un po’ di interesse è perché ho portato questo know-how banale di carta stampata di cui qualunque giornalino è a conoscenza, di cui qualunque redattore parlamentare ha dimestichezza e semplicemente lo abbiamo e poi soprattutto la lingua. Basta con questo rituale stupido: se io do ad un politico il tu perché devo dargli del lei. E poi soprattutto abbiamo portato la storia d’Italia a fumetti, e non perché il fumetto sia un modo per scherzare, come fosse un alleggerimento, anzi è una cosa più seria.
È un modus per usare delle fonti che giornalisticamente, hanno un archivio una bibliografia sono pienamente identificabili, pensiamo al patto della crostata, il retroscena di Minzolini e di Verderami che fanno sul Corriere della Sera, possono diventare lo storyboard per una sceneggiatura. Non è un è una forma meno seria per raccontare la politica, è la forma più seria per raccontarla non avendo le immagini.
Forse era un modo tra virgolette per giocare con la politica?
Anche qui era un po’ “quelli che la politica” rispetto a “quelli che il calcio”. Il calcio è la cosa più seria che c’è in Italia, perché si può fare il talk show pomeridiano sul calcio e non si può fare sulla politica. Perché devo solo bermi i soliti pastoni?

Pensi sia cambiato, o comunque debba cambiare, il modo di raccontare la politica in Italia?
Certo intanto c’è stato un regime di quasi monopolio, per cui aspettiamo tutti come una rottura dadaista il ritorno di Michele Santoro, e vedremo cosa potrà fare. Fino ad ora si parlava di potere e accessori del potere, velina compresa. Poi c’èra il programma di Floris una riserva indiana, un club di fumatori della pipa, in cui ti dovevi chiedere solo se c’era Letta, Bersani o D’Alema e Tremonti. Solo adesso si vedrà qualcuno parlare di politica.

Il fatto che tu sia stato molto apprezzato da giornalisti e dai critici non può essere un handicap? Troppi elogi non fanno poi male?
Assolutamente, perché appena fai una puttanata ti tirano un sacco di merda e ti dicono ma non eri quelli che ci piacevi? e adesso ci deludi?
In questo momento ero così outsider che potevo essere elogiato o potevamo, perché l’altra forza di Tetris è che un team generazionale di trentenni non raccomandati come Vittorio Zincone, o anche come Lorenzo Mieli, che ha proposto la diffusione dei film in prima visione per l’Espresso e ha prodotto un talk show fatto al costo di una televendita.

L’ultima domanda è sul libro che come tu hai scritto ti ha dato tante soddisfazioni ovvero Cuori Neri” con cui hai raccontato un pezzo d’Italia nascosta. C’è qualcos’altro in questo paese che è ancora poco conosciuto e che merita di essere raccontato?
Certo il magazzino non finisce, anzi siccome i successi danno anche delle possibilità, la casa editrice mi ha chiesto di aprire e curare una collana che si chiamerà “Le radici del presente” fra le tante storie laterali o di prima fila ma che comunque
Se vuoi un’indiscrezione i primi usciranno ad ottobre, il primo è su Vermicino che è sulla tv totale, il primo reality del dolore contemporaneamente, la prima diretta della televisione
Un altro sarà un pezzo che manca, un buco nello scaffale cioè la storia del neofascismo diciamo “Dal sangue dei vinti” fino a “Cuori neri”e un altro sulla prima terrorista donna che è Mara Cagol, il quarto è di derivazione da Tetris ed è la storia d’Italia a fumetti.

in libreria da Luca....


E che cavolo!!!! La domanda sorge spontanea: perchè non m'invitasti?


13.01.2004

''Live at the Pigneto''. Metti una sera al Corsaro
di Ambrogio

"Live at the Pigneto" si chiamava il concerto che si è tenuto domenica sera, grazie alla giovane cantante-autrice di musica (nonché giornalista) Stella Prudente, nella nuova libreria aperta in un quartiere di Roma, il Pigneto, appunto, da Luca Telese

Della libreria "Il Corsaro", aperta da meno di un mese a Roma, nel cuore di un quartiere popolare e un po' scomodo da raggiungere, il Pigneto, hanno parlato un po' tutti.

Con i soldi di mamma e papà, che stanno dietro alla cassa e ai conti, il giornalista del Giornale Luca Telese (autore di una biografia di Lula e una di Cofferati uscite in quasi simultanea, ex giornalista di Sette e prima ancora ex capo ufficio stampa dei comunisti, all'epoca unitari, e dunque uomo "di sinistra", mentre oggi i maligni dicono che è diventato "di destra", lui invece si definisce più modestamente un "anarchico libertario") ha coronato il sogno di una vita.

Una vita breve ma intesa, considerando che non ha ancora 35 anni e che è un ottimo notista politico della carta stampata nostrana.

Ma Telese, come sa bene chi lo conosce, è anche un vero dandy, un eccentrico sardo-milanese trapiantato a Roma, che conosce tutti, parla con tutti, vuole bene a tutti e sa far fruttare tutte le sue conoscenze (recensioni della libreria non sono mancate sui giornali Messaggero, D di Repubblica e Unità).

All'inaugurazione della libreria, che si chiama appunto "Il Corsaro", in onore però di Pier Paolo Pasolini e non di Emilio Salgari, e che già è ricolma di libri nuovi e usati, chicche imperdibili per qualunque buon amante di libri, film e cd targate anni Settanta, Ottanta e Novanta (come dice il vecchio adagio, non c'è niente di più inedito della carta stampata) c'era nientepopo'dimenoche "er sinnaco" Walter Veltroni, assieme a molti altri ospiti illustri (la libreria gode dei finanziamenti agevolati dell'Assessorato alle Periferie del comune di Roma).
Al primo incontro culturale è andato in scena padre Alex Zanotelli, che ha naturalmente parlato di Africa, etica e politica (Veltroni, però, di solito molto interessato agli argomenti suddetti, non c'era) e al prossimo verrà nientepopo'dimenoche Giampaolo Pansa a sollevare un bel polverone con il suo ultimo vinto "Il sangue dei vinti", che narra dei comunisti che uccidevano i fascisti non durante la guerra, ma subito dopo (e la domanda è: facevano bene? facevano male? Il dibattito è aperto)

Ma domenica scorsa 11 gennaio "l'evento" - anche se per pochi - era davvero di quelli imperdibili. Una collega e amica di Telese, Stella Prudente, che lavora all'agenzia di stampa Apcom e figlia - a quanto si è appreso - di un musicista stimato dagli addetti ai lavori anche se poco noto al grande pubblico, Oscar Prudente, ha tenuto un singolare ed eccentrico concerto fatto di canzoni sue (la ragazza, pare, era musicista da giovane e il talento, proprio come la forza di Tolkien, "scorre potente in lei", considerando che il padre ha musicato Fossati, Battisti e altri grandi nomi della musica leggera italiana) e di cover di livello, come Eddie Brickel e lo stesso Oscar Prudente, del quale ha suonato una bellissima canzone scritta a quattro mani con Ivano Fossati, l"'Africa".

Ad ascoltarla amici ed amiche che sono anche colleghi e colleghe: sono stati segnalati al Barbiere, oltre che la quasi totalità della redazione di Apcom al gran completo e pronta a fare il tifo per la sua beniamina, Marco Damilano dell'Espresso, Vittorio Zincone del Corriere della Sera, Ettore Colombo di Europa, Stefano Ferrante della Sette, Mara Montanari (ex Stampa e ora Adn-Kronos), Alessandro Barbera (ex Apcom, ora Stampa), Peter Majer, corrispondente del Wall Street Journal da Roma, e dulcis in fundo il bel Eric Jozsef, corrispondente di di Liberation e soprattutto presidente dell'Associazione stampa estera.

Insomma, valenti giornalisti di molte testate, tutti giovani e in carriera (tra le colleghe, inoltre, pare che le belle ragazze abbondassero) nonché giovani virgulti del mondo della moda, dello spettacolo (tra loro anche un'attrice della soap opera "Incantesimo") e dell'arte (giovani pittori, architetti e stilisti).

Insomma, se si vuole essere a la pagé, nella Roma che conta, giovane e soprattutto del giornalismo "un po' radical di sinistra" ma soprattutto molto chic, non si può non frequentare la libreria "Il Corsaro" di Luca Telese. E i concerti live di Stella Prudente.

Ambrogio

Lo strano caso Luca Telese....prima parte


per i miei 4 lettori ( mamma, babbo, stefano) compresa me...
Mi pare doveroso riportare la biografia di quest'uomo...nonostante si porti dietro la Sagra della Primavera di Stravinsky (sotto la doccia )e quindi può da principio apparire un po' fuori di testa, egli conserva una certa onestà intellettuale....
Si, lo so, sembra il cavaliere nero....ma sono dettagli....se codesto individuo si veste come un mp3 non è tutta colpa sua.



Sono nato a Cagliari, nel 1970 nel mitico anno dello scudetto, ma sono cresciuto a Roma, cuore giallo-rossoblu. Fra le cose per cui vale la pena di vivere ci sono Laura e il nostro piccolo Enrico (nato questa estate) e la doccia rovente di prima mattina ascoltando la Sagra della primavera di Stravinsky. Amo i Beatles, soprattutto quelli di "Rubber soul", Primo Levi e Pierpaolo Pasolini, il rock progressive dei vecchi Genesis, Peter Gabriel (all) e i fumetti - dai Bonelli al più grande di tutti i disegnatori: Magnus (il vero Maestro). Sulla cineteca dell'Arca, bisognerebbe portarsi: "Brazil" di Terry Gilliam, "A qualcuno piace caldo" di Billy Wilder, e "La vita è meravigliosa" di Frank Capra, "Ci eravamo tanto amati" di Ettore Scola e "Qualcuno volò sul nido del cuculo" di Milos Forman.

Ho iniziato a fare il giornalista a "Il Messaggero", correva l'anno 1989, cadeva il muro di Berlino e io vincevo uno stage di tre mesi legato a una colletta di beneficenza.
Non avendo parenti nel mondo del giornalismo, per diventare professionista ci ho messo la bellezza di dodici anni. Nel mezzo ho fatto tutto quello che si può fare di precario nel mondo della comunicazione: dalla stampa di t-shirt, all'ufficio stampa (grande palestra), dalle agenzie (la Dire) alle collaborazioni a singhiozzo con le redazioni più scalcagnate - anni indimenticabili - fino a quelle più blasonate (da "Cominform" a "Il Foglio", a "Panorama", passando per "Capital" e "GQ"). Tendenzialmente scrivo di politica, spettacoli e varia umanità. Il primo che mi ha assunto come giornalista è stato Pietrangelo Buttafuoco quando era direttore de "Italia Settimanale" (per la cronaca, il periodico chiuse dopo soli quattro mesi). Dal 1996 al 1998 lavoro da free lance per "Sette", l'inserto del giovedì del Corriere della sera, con Andrea Monti prima e Maria Luisa Agnese poi. Nel 1998 mi assumono, naturalmente a termine, a "Il Corriere della Sera" (al politico, nella redazione di Milano). Dal 1989 sono a "Il Giornale", chiamato da Maurizio Belpietro: oggi ho persino una qualifica: "redattore parlamentare".

I primi passi nel fatato mondo della televisione, li ho mossi in una casereccia tv privata, "Teleambiente", in cui potevo sbagliare tutto e imparare moltissimo. Poi ho fatto l'autore di "Chiambretti c'è" ( Rai Due, solo la prima edizione), "L'Alieno" (Italia uno), "Batti & ribatti" (Rai Uno), "Cronache Marziane" (Italia uno, solo la prima edizione). Sono stato poi autore e conduttore di tre programmi sulla tv satellitare: "Parenti Serpenti" e "Planet 430" (su Planet, 2004 e 2005), e "Tetris" (2006) su Raisat extra.

Ho scritto tre libri: "La lunga Marcia di Sergio Cofferati" (Sperling & Kupfer 2003), "Lula! Storia dell'uomo che vuole cambiare il Brasile e il mondo" (con Oliviero Dottorini Castelvecchi 2003). Quest'anno mi ha dato soddisfazioni enormi "Cuori Neri" (Sperling & Kupfer 2006).


il gatto morto....


ho preso questo dal blog di mala....è interessante osservare come il conduttore è smoderatamente "piacione"....che ci vogliamo fare, non ci sono più i quasi cinquantenni di una volta!

operazione diabete

Dal Corriere della Sera

L'infezione sarebbe all'origine di un meccanismo autoimmunitario

Isolato virus che «scatena» il diabete tipo 1

Ricercatori italiani hanno dimostrato per la prima volta in modo diretto il coinvolgimento del Coxsackie B4


SIENA - Nel diabete di tipo 1, quello che solitamente viene da giovani e e che richiede l'uso di insulina, è implicato un virus. La teoria non è nuova, risale infatti a circa quatant'anni fa, ma la novità arriva da uno studio che ora prova in modo, pare, inequivocabile, questa tesi. La ricerca in questione, appena pubblicata online dalla rivista scientifica PNAS (Procedeeing of National Academy of Science) è stata condotta da ricercatori dell'Università di Siena e Pisa e del dipartimento vaccini della casa farmaceutica Novartis. Gli scienziati sono riusciti a isolare per la prima volta il virus Coxsackie B4 dal pancreas di pazienti affetti da diabete I. «Sino a oggi - ha commentato Stefano Censini ricercatore di Novartis Vaccines - il coinvolgimento di questo patogeno nello sviluppo della malattia era stato provato solo in modo indiretto. Ora, per la prima volta, l'infezione virale è stata accertata "sul campo" in modo inequivocabile».
«Che ci sia un legame diretto tra il virus e la patologia autoimmune - ha aggiunto Francesco Dotta, docente di Endocrinologia all'Università degli Studi di Siena - è provato dal fatto che le cellule pancreatiche positive per il Coxsackie B4 sono risultate caratterizzate sia da insulite - il tipico stato infiammatorio della malattia - sia da una scarsa capacità di produrre insulina, che è uno dei segni distintivi del diabete».

VIRUS UNA DELLE TANTE CAUSE DEL DIABETE I - Il lavoro pubblicato oggi su PNAS «conferma che nel pancreas di soggetti morti a causa del diabete di tipo I l'infezione provocata dal virus Coxsackie B4 può causare la malattia in alcuni soggetti suscettibili» commenta l'endocrinologo Paolo Pozzilli, del Campus Biomedico di Roma.
«Dal 1970 - ha proseguito Pozzilli - erano stati identificati anticorpi del virus in soggetti colpiti dal diabete di tipo I. Adesso è arrivata la dimostrazione che il virus c'è in 3 casi dei 6 considerati nella ricerca pubblicata su PNAS». Secondo l'esperto «non si può dire se il virus ha causato di per sè il danno. Quello che si osserva è che si trova nel pancreas del 50% dei casi di diabete del tipo I». Quest'ultima, ha proseguito l'esperto, «resta una malattia che può essere indotta da più fattori».

15 marzo 2007

Thursday, March 15, 2007

Carissimi.....ndp domenica prossima

the show must go on.

Nell'era delle immagini
Nulla si crea
Nulla si distrugge
Nulla si trasforma
tutto resta uguale
e tutto fa spettacolo.

Politica, cultura,
sport, cronaca:
ognuno può essere
protagonista e vittima,
comparsa ed eroe.
Magari "just for one day",
appena per un giorno.

Ma per fortuna c'è chi dice no,
scegliendo di vivere da "irregolare"
nella società dell'apparenza e del conformismo.



Carissimi vogliamo passare a principi della termodinamica differenti oppure volete ancora, poi ancora, poi ancora.. insistere con quel beato di Lavoiser che dopo l'ennesima vostra storpiatura non sa più da che parte rivoltarsi...eh vabbè che si chiama legge di conservazione di massa ma voi esagerate...

il cane del sindaco.


notizia ansiosissima: è sparito il cane del sindaco...Amon
non si capisce se è stato preso da qualche buontempone oppure se il sindaco medesimo ha dimenticato il cancello aperto...
Solidarietà per il cane che aveva un tetto sulla testa e adesso forse è in pericolo; meno solidali con il sindaco che non riesce a custodire neanche il suo migliore, probabilmente unico, amico...
p.s. e adesso di quelle odiosissime, innumerevoli fioriere che fine fanno?

mah....quando si dice...mah


Improvvisamente è venuto a mancare, con sommo rammarico e dolore indicibile lo annunciano GianDiritto, MariaGiurisprudenza, parenti, amici.

Senso DelBuongusto

Ottimo, discreto compagno di vita;


esempio indimenticabile per tutti gli italiani


Non dimenticheremo a tv off ,

cervello on....




Piangeremo la tua assenza, prima o poi......

Senso DelBuongusto





Per il momento ci dispiace......

Riprova sarai più fortunato.

Magari durante la pubblicità....

ma non mi gioco la paghetta.

boh...questa è l'Italia ....

14/03/2007

Ritengo doveroso riportare la copertina del tg della 7 ore 20:00, copio/incollo e condivido...



COPERTINA TG DEL 14 MARZO

Che tristezza. Un giornale scrive che il soggetto A, parlando con il soggetto B, annuncia di aver seguito il soggetto C a zonzo una sera dalle parti di signorine peripatetiche e "travestite".

Ci sono delle foto? Non si sa, non si capisce. Qualcuno comunque le avrebbe viste? Pare di no. E comunque: quale sarebbe l'attività criminosa? Nessuna. Semmai, si potrebbe parlare di situazione inopportuna se però ci fossero prove provate di quanto sopra. Invece, "nisba": niente di niente, per quanto è dato sapere. C'è solo una conversazione captata in un'inchiesta, e basta. E, per dire, se fosse stata recitata per millantare?

Poco importa, nel nostro sgangherato Paese ormai è sufficiente accendere il ventilatore, schizzare "menta" a 360 gradi e via! Così, tutti colpevoli uguale nessun colpevole.

Intorno, il solito quadro come per Bancopoli e Calciopoli (orrendi e pigri neologismi a indicare l'ennesimo scandalo in salsa italiana): intercettazioni rese pubbliche ma selezionate non si sa come, interrogatori amplificati dai media, sentenze anticipate attraverso la gogna cartaceo-elettronica per una vicenda (il "sistema Lele Mora - Fabrizio Corona") in cui, in più, s'intrecciano bella gente, falsi scoop, cocaina, calciatori, fanciulle di buona famiglia e ragazze da "una botta e via" per qualche centinaio di euro.

Il tutto in una insensata corsa per il denaro e il successo, che però porta dritto allo sprofondo, dove non si bruciano le tappe, ma solo le persone.

La nausea è anche verso noi stessi, per il nostro vetero moralismo (di stampo cattocomunista, verrebbe da definirlo) che ci ha reso adulti stanchi e disillusi. Il vagheggiare una società perfetta, improntata al rigore e all'austerità dei costumi, così asettica da risultare noiosa, sarebbe forse ipocrita. Di certo esagerato. Ma lasciateci dire che è in giornate come queste che ci assale, intermittente, languido e sconsolato, il desiderio non già di "cambiare il Paese", ma di "cambiare Paese".