Come si diventa segretari di partito.
Come funziona.
Prendiamo un leccaculo qualsiasi, belloccio, con un grosso complesso di superiorità nei confronti del mondo
intero, ignorante quanto basta e (erroneamente) convinto di essere un genio. La persona in questione,
ovviamente, non ha un mestiere, ha tentato di lavorare ma non è stato in grado di farlo: se avesse un
mestiere, o se gli fosse riuscito di fare qualcosa nella vita, probabilmente non si interesserebbe alla politica
per ragioni personali. Certo, direte voi, potrebbe interessarsi alla politica per il bene della polis, e in teoria è
anche vero, così come è vero, in teoria, che esiste Gesù Bambino e che Babbo Natale è San Nicola. Ma voi
avete mai visto babbo natale e/o Gesù Bambino? Se ci credete, ci credete per fede. Così come, per fede,
credete che (molti se non tutti) politici non siano degni della politica…
Tornando al nostro leccaculo, che non ha un mestiere, ma che noi sappiamo di poter controllare quanto
basta, decidiamo di dargli una posizione politica. Perché, direte voi, a lui? Perché è un leccaculo, perché ha
leccato il culo giusto, e perché noi sappiamo che è “affidabile”. Cosa vuol dire affidabile? Vuol dire che se gli
diciamo di fare una cosa che lui non capisce per motivi che lui non conosce, lui la fa. Siccome è affidabile
diciamo ai nostri che gli devono dare una mano: in pratica, o diciamo di votarlo (la via democratica al potere)
oppure diciamo a qualcuno di dargli una posizione politica (incarico tecnico, la via meritocratica al potere). A
questo punto il leccaculo in questione assume la sua _prima_ carica politica, e siccome oltre che leccaculo è
anche ignorante, è convinto di essere arrivato lì grazie ai suoi meriti, alla sua intelligenza, etc etc
Lasciamo il soggetto in questione a lavorare (si fa per dire) per qualche tempo con il suo bell’incarico, in
modo tale da consentirgli di creare una micro rete di interessi che gli renda più semplice, in futuro, seguire la
via democratica o quella meritocratica al potere e ottenere un nuovo incarico perché, non dimenticatelo, il
leccaculo in questione non ha un mestiere, e ha necessità di campare dalla politica.
Il leccaculo, dopo qualche annetto, se non è totalmente coglione (se abbiamo scelto bene, non è del tutto
coglione) ha fatto dei micro favori che, in una realtà depressa e precaria, alle elezioni gli permettono di
strappare i voti che gli consentono di raggiungere una posizione più alta rispetto a quella iniziale. Se invece
è totalmente coglione, e quindi non è riuscito a creare una rete di interessi intorno a sé, allora pensa di darsi
alla carriera politica, ovvero sceglie la via di diventare dirigente, possibilmente segretario, del partito in
questione. Per diventare segretario del partito in questione serve un investimento molto inferiore a quello
che dovrebbe fare per farsi eleggere: basta trovare un po’ di idioti che facciano una tessera (che tutto
sommato costa poco, o che può anche essere “regalata”, “falsificata”, etc), convincerli a subire la solita farsa
del congresso, e attraverso votazioni farsi eleggere, ad esempio, segretario.
La domanda sorge spontanea: “Perché diventare segretari?!”
Il nostro leccaculo, che non ha un mestiere, vuole diventare segretario perché in questo modo può, quando
sarà il momento, fare i nomi per “i posti che contano”, e quando sarà il momento “quelli che contano” (alcuni
dei quali nominati da lui), faranno il suo nome per qualche altro posto al sole. In sostanza la nomina a
segretario consente di fare dei favori, e fare dei favori consente di riceverne: ad essere precisi l’unico motivo
per cui si fanno favori, nel nostro mondo, è che si conta di riceverne quando (il “se” è superfluo, c’è sempre
bisogno di favori) ce ne sarà bisogno.
Il leccaculo fa carriera…
Congratulandoci per la scelta fatta, ci rendiamo conto che il nostro leccaculo ha fatto strada: è diventato
segretario di un aggregato importante. Qualche favore qua e là, cose di piccolo conto ovviamente, non gli
abbiamo dato una grande posizione, comunque briciole che gli hanno consentito di arrivare lontano. Si parla
di favori minuscoli, qualche contributo per gli stand elettorali, qualche invito in pizzeria, possibilmente a
carico del partito, etc etc. Quello che conta è raggruppare un numero sufficiente di truppe cammellate per
presidiare il congresso, e attraverso le truppe blindare le elezioni. Adesso il nostro leccaculo è quasi
soddisfatto, il congresso è abbastanza lontano, e lui grazie alla sua posizione di dirigente è anche riuscito a
trovare un posto al sole. Il gioco è semplice, siccome lui è un grande dirigente, e per dirigere non riesce a
lavorare bene (notate che il leccaculo, in realtà, non ha mai lavorato bene), allora gli diamo una nomina
politica che gli consenta di dirigere il partito in tutta tranquillità e allo stesso tempo di avere un bell’incarico e
qualche dollaro in tasca per stare tranquillo quando va in giro.
Ma….
Il destino trama alle spalle del leccaculo. E per ragioni superiori arriva un congresso prima di quando lui
avrebbe voluto, ovvero prima di essere riuscito ad avere un posto più al sole di quello che ha già. Il leccaculo
a questo punto ha come unica via di uscita quella di farsi (ri)eleggere segretario: ora deve ripartire, trovare le
tessere, etc etc
Ovviamente, per definizione, se lui è segretario è nella maggioranza del suo partito. La minoranza decide,
per qualche ragione, di fargli la guerra, ovvero di tentare di non farlo (ri)eleggere segretario. La minoranza si
arma di tutto punto, si conta e si riconta e sa di non poterci riuscire. Ma ci vuole provare. Vuole combattere
una “battaglia di libertà” per il “rinnovamento della classe dirigente, per consentire finalmente ai giovani e
alle donne un completo ingresso nel partito” , e per mesi discute di quanto sia necessario combattere la
battaglia.
Il leccaculo, mentre la minoranza discute, aumenta il numero di fanti nelle truppe cammellate, con promesse
e favori di piccolo conto aumenta il numero di iscritti. Il tutto, ovviamente, è funzionale al suo progetto
politico, che altro non è se non il progetto di stare dove è fino a quando non potrà stare più in alto.
La minoranza, nel frattempo, si riunisce, discute, architetta piani di guerra, pianifica e organizza scenari
ipotetici, si conta e si riconta, e sa di non avere i numeri… ma vuole combattere, più o meno.
Nella minoranza ci sono componenti più sensibili all’aria che tira, e ad un certo punto (tipicamente uno o due
giorni prima del congresso) queste componenti decidono che in fondo non vogliono combattere questa
guerra, che occorre trovare un accordo “per l’unità”.
Alla fine…
La minoranza si è divisa e quindi è diventata minore, e la parte maggiore della minoranza è andata con la
maggioranza. Allora la minore minoranza decide che la battaglia non può essere combattuta e quindi
accorre andare verso una soluzione unitaria e diventare maggioranza. Insomma, alla fine, il nostro
leccaculo è il segretario di tutti, e probabilmente tutti se lo meritano.
Friday, May 25, 2007
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