Saturday, June 02, 2007

"Signor Ministro e la chetichella"

Nuovo regalo alla GDO: farmaci con ricetta nei supermercati

Con un nuovo blitz, il Governo e la maggioranza fanno un altro regalo ai grandi gruppi commerciali (italiani come Coop, o multinazionali come Auchan e Carrefour, e le nascenti catene di parafarmacie). La Camera, infatti, ha approvato ieri, di soppiatto, senza nemmeno sentire il parere del Ministro della salute, un emendamento che, se confermato dal Senato, consentirebbe la vendita dei medicinali di fascia C (con ricetta medica, a carico del cittadino) negli esercizi commerciali. Tutto questo mentre è in corso al Ministero della salute un tavolo di confronto con gli operatori del settore per rendere il servizio farmaceutico sempre più rispondente ai bisogni dei cittadini.
Il nuovo intervento segue quello promosso un anno fa, grazie al quale supermercati e nascenti catene di parafarmacie possono vendere i medicinali senza obbligo di ricetta medica.
Governo e maggioranza, quindi, portano avanti il loro disegno di smantellare pezzo per pezzo la farmacia italiana, finora considerata una delle migliori in Europa, consegnandola nelle mani delle catene commerciali della Grande Distribuzione Organizzata e delle multinazionali. Altro che liberalizzazione, stiamo assistendo alla distruzione di un servizio che funziona ed è apprezzato dai cittadini per far aumentare i profitti di pochi grandi gruppi, con il risultato che domani i cittadini potrebbero non trovare più la loro farmacia di fiducia sotto casa.
Le farmacie non intendono assistere in silenzio a questo massacro e sono pronte ad avviare iniziative di lotta a difesa del servizio farmaceutico. Per questo motivo hanno chiesto un incontro urgente al Ministro della salute e hanno convocato per domani, giovedì 31 maggio, un Consiglio Direttivo di Federfarma.
La domanda alla quale le farmacie chiedono una risposta è: a chi giova consentire la vendita di farmaci antitumorali, antipsicotici, stupefacenti, antidepressivi, antipilettici, estrogeni, pillola del giorno dopo sugli scaffali dei supermercati? Veramente, si pensa in questo modo di fare gli interessi dei cittadini?
Siamo sicuri che essere l'unico Paese europeo che si orienta su questa strada e consente la vendita di farmaci con ricetta medica e di particolare rilevanza nei normali esercizi commerciali sia un segno di civiltà e di progresso?




31/05/2007
Federfarma: dimissioni del Direttivo nazionale in segno di protesta contro l'emendamento che demolisce il servizio farmaceutico. Convocata l'Assemblea Nazionale per decidere ulteriori iniziative di lotta

È indegno di un Paese civile e democratico che, proprio mentre sono aperti più tavoli di confronto tra Governo e operatori del settore (sulla spesa farmaceutica, sull'assetto del servizio farmaceutico e sul ruolo delle farmacie), con un colpo di mano della maggioranza alla Camera venga approvato un emendamento che, se confermato dal Senato, demolirebbe il servizio farmaceutico. L'emendamento intende consentire la vendita dei medicinali con ricetta medica a carico del cittadino (ad esempio: anabolizzanti, stupefacenti, pillola del giorno dopo) nei supermercati e in altri esercizi commerciali.
Lo denuncia il Direttivo nazionale di Federfarma (la Federazione che rappresenta le 16.000 farmacie private convenzionate con il SSN), il quale, in segno di protesta, si presenta dimissionario all'Assemblea Nazionale, convocata con urgenza per la prossima settimana.
All'Assemblea sono invitati a partecipare il Presidente del Consiglio Romano Prodi, il Ministro della salute Livia Turco, il Ministro dello sviluppo economico Pier Luigi Bersani, nonché i parlamentari della maggioranza e dell'opposizione. A questi interlocutori Federfarma chiederà risposte chiare sul futuro della farmacia italiana e sul livello di tutela della salute che vogliono garantire ai cittadini-elettori.
Le farmacie assicurano da anni piena collaborazione al SSN e alle Regioni, garantendo assoluta trasparenza al settore mediante la rilevazione dei dati sui consumi e sulla spesa farmaceutica, favorendo la diffusione dei generici/equivalenti, distribuendo - d'intesa con le amministrazioni regionali - farmaci di particolare rilevanza terapeutica ed economica. Le farmacie garantiscono inoltre a livello locale una serie di servizi aggiuntivi (prenotazione telematica di visite ed esami, defibrillatori, consegna di farmaci a domicilio agli anziani, ecc.).
Il Governo e la maggioranza, ignorando completamente la collaborazione delle farmacie e i servizi resi al cittadino, fanno di tutto per distruggere un servizio che funziona, dall'area metropolitana al piccolo centro rurale, smontandolo pezzo per pezzo e consegnando la tutela della salute nelle mani del grande capitale, interessato solo al profitto.
Le farmacie non intendono assistere impotenti a questo stillicidio e sono pronte ad attuare pesanti iniziative di protesta, fino ad arrivare al passaggio all'assistenza farmaceutica indiretta su tutto il territorio nazionale. In questo modo le ASL dovrebbero rimborsare direttamente i cittadini che hanno anticipato di tasca propria il costo del medicinale. ASL che oggi, in diverse Regioni rimborsano le farmacie con ritardi che arrivano fino a 13 mesi.
Tale decisione si renderà necessaria nel caso in cui dal Governo e dal Parlamento non dovessero giungere segnali concreti della volontà di aprire un tavolo di confronto, unico e serio, su tutti i temi che riguardano la farmacia. Il primo segnale che Federfarma si attende è ovviamente la cancellazione dell'emendamento, approvato dalla Camera, che distruggerebbe il servizio farmaceutico. A questo tavolo Federfarma porterà le proprie proposte concrete per rendere il servizio sempre più rispondente alle esigenze di salute dei cittadini.

Rivendico il mio diritto a poter vendere un panino con paracetamolo, acetilsalicilico e salame!!!!!


.......Difficilmente un piccolo supermercato può munirsi di strutture adeguate...quando le ricette se le dovranno pagare totalmente i cittadini, quando a causa di ciò qualcuno ci lascerà le penne, allora, forse, questo provvedimento verrà pubblicato sui giornali( magari in prima pagina).... dare l'economia farmaceutica in mano alle multinazionali ( che evidentemente venderanno i loro prodotti a costo zero,come si dice dal produttore al consumatore... senza alcun vantaggio per l'utenza che pagherà il farmaco come prima e più di prima), alle coop , senza toccare le case farmaceutiche ( non tutti sanno che il prezzo al pubblico lo stabiliscono loro..), passando soltanto per la pelle della classe dei Farmacisti emana un odore che per educazione non voglio definire...
La liberalizzazione è ovvio che va fatta, ma dev'essere fatta bene...tutti devono poter competere cosa che evidentemente per il momento non accade.
Accade, invece, che grandi centri commerciali possono permettersi di caricare gli scaffali di farmaci,come verranno conservati non è dato saperlo, come non è dato sapere chi garantirà la qualità dei prodotti..... assumono personale che di fatto non pagano quanto dovrebbero,cioè Signor Ministro lo sfruttano, ma va bene, no?
Che gli sconti tanto annunciati alla
fine non si sono visti( fate un giro e controllate)..
Ci sono tanti piccoli, grandi aspetti per cui un farmacista è responsabile di ciò che vende, rischiando l'espulsione dall'ordine (indi non può più esercitare)e la galera....chi pagherà se la grande distribuzione commetterà qualche errore imperdonabile, cioè chi andrà in galera e pagherà gli eventuali danni? Il commesso farmacista a cui danno 800 euro al mese?
Non sarebbe invece opportuno abolire i concorsi e liberalizzare l'apertura delle farmacie ogni tot di abitanti, ed eliminare gli ordini in generale?
No, scusate, troppo facile...

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